venerdì 18 novembre 2011

LA VITA E’L’ARTE DELL’INCONTRO



Di Monica Bregola
Capitolo I
UNITA’ DI FONDO
Il Maestro a Zigong:
"Tutti, senza dubbio, pensate
che ho letto molto e molto imparato?"
"Senza dubbio.
Non è forse così?"
"Figli miei, come vi sbagliate.
Ciò che ho cercato con ostinazione
È il filo
Tenue, sottile
Che tutto lega insieme."
Confucio
Noi parliamo, sentiamo, pensiamo,
ma non sappiamo qual è l'energia
che ci fa parlare, sentire, pensare.
Questa è l'apoteosi dell'ignoranza.
Einstein
Ogni essere umano è fondamentalmente interconnesso con tutto ciò che lo circonda. Ogni elemento è influenzato dalla sua presenza e dal suo essere in un modo e nell'altro. Nel II secolo Nagarjuna, filosofo buddhista asseriva: "Le cose derivano il loro essere e la loro natura dalla mutua dipendenza e in sé e per sé nonsono nulla". E ancora H.P. Stapp,f isico: "Una particella elementare non è un'entità non ulteriormente analizzabile, che esiste in maniera indipendente. Essa è, in sostanza, un insieme di relazioni che si protendono verso le altre cose".
Ciò che l'uomo prova lo trasmette e con ciò influenza il contesto in cui vive ed opera. Egli può trasmettere vitalità, energia, ottimismo, speranza o depressione, tristezza, scoramento, infelicità.
Wicks nel suo libro "Il mondo psichico dell'infanzia", analizza con acuta chiarezza e intuizione l'influenza che i genitori hanno sui loro figli e di quanto i bambini abbiano 'facoltà' di andar oltre le parole per 'sentire' il non detto ma realmente vissuto e quindi trasmesso. Entrano, cioè, in contatto con il  vero mondo degli educatori, sono immersi nell'inconscio dei genitori e da quello realmente si nutrono.
Ma dunque, quale è il mistero che lega il bambino al genitore in quell'onda che fluisce da mente a mente, o meglio da anima ad anima e che nulla separa, quell'onda che si beffa delle separazioni indotte dalla consapevolezza del limite corporeo, dalla nostra propria 'buccia di contenimento'?
"La scienza ci rivela tra i fenomeni tenui legami, fili tanto slegati che per lungo tempo sono rimasti inosservati ma che, una volta notati, riconosciuti è impossibili non vedere. Rendendo impossibile agire condursi come se non fossero mai esistiti". Henri Poincaré

La reale realtà

L'indaginescientifica, che si avvale di diverse discipline, giunge sostanzialmente ad unacomune visione della realtà che è lamedesima esposta nelle tradizioni millenarie racchiuse nei testi sapienziali. Lavisione si riferisce qui ad un tipo dipercezione che trascende l'esperienza sensoriale.
La nostra mente divide e separa, distingue e giudica frammentando l'insieme e rendendolo 'molteplicità'. Esiste così la 'mia' verità e la 'tua' verità a causa delle quali entriamo in conflitto, esiste il proprio personale convincimento, i dettami dell'ego che non lasciano spazio al vissuto altrui e lo separano dal proprio relegandolo nello spazio dell'errore e della falsità.
Esistono stati di coscienza in cui tutto ciò non avviene. Stati in cui ogni evento e ogni essere umano non sono percepiti come elementi distinti senza una legge che li guida, bensì come parti di un'unità, come cellule del corpo che operano e cooperano per il buon funzionamento dell'organismo in un tutto armonico, con un fine organizzato. Lo stesso accade negli stati di coscienza in cui viene esperita la profonda unione fra tutti gli esseri, parti di un unico organismo, o corpo dell'umanità.

La psicologia transpersonale

La Psicologia Transpersonale (trans - oltre, al di là e persona - maschera) è orientata a trascendere i confini della coscienza 'normale' intendendo questa come uno stato di parziale consapevolezza della realtà. Transpersonale è ciò che è al di là della maschera, trascende la personalità per incontrare il piano superiore di coscienza sede dell'amore, della creatività, dell'armonia ecc. Il concetto di salute si amplia, includendo l'attualizzazione delle potenzialità presenti nelle vette più alte della psiche dell'uomo.

La percezione risanante dell'unità

Valentina durante unameditazione esclama: "Al centro della rosa c'è un'isola che è come il Mont-St.-Michel. Si trova come su un'altura circondata dall'acqua, ma sotto l'acqua c'è la terra che la unisce al mondo, l'isola non è più sola!"
Piero Ferrucci, nel suolibro "Esperienze delle Vette" cital'esperienza di Giovanni Pascoli che si conclude con la frase:
". E sentii la mia vita confusa col gran Tutto." E cosìGoethe che testimonia "Ogni creatura non è che una nota, una sfumatura di una grande armonia, che è necessario studiare nel suo insieme, ché altrimenti ogni particolare diventa lettera morta".
La percezionedell'unità risana, dona leggerezza e soprattutto mette in discussione etrasforma profondamente la nostra capacità di amare. Chi mai potrà nuocere odistruggere ciò che prima era 'altro da sé'ed ora è 'parte di sé'?
Possiamo dare a questo stato di coscienza il nome di 'amore'.
La percezione profonda dell'unità è percepita da Einstein come continuum di vita "Ecco il mio costante pensiero di ogni giorno: la vita esteriore ed interiore dipende dal lavoro dei contemporanei e da quello dei predecessori; io devo sforzarmi di dar loro, in eguale misura, ciò che ho ritenuto e ciò che ancora ricevo".
David Bohm, fisico conosciuto a livello mondiale, ha speso cinquant'anni a investigare la affascinante teoria che " tutte le parti dell'universo sono fondamentalmente interconnesse e formano un tutto ininterrotto, un flusso continuo. tutte le relazioni devono essere viste olisticamente perché fondamentalmente nel cosmo non ci sono divisioni". Si potrebbe attuare un profondo cambiamento della società se anche solo pochi individui fossero capaci di realizzare questo spostamento di ottica perché, secondo la sua teoria, "la coscienza è già interconnessa con tutte le altre coscienze".
Stanislav Grof, psichiatra e riconosciuto studioso delle esperienze definite transpersonali afferma che: "caratteristiche essenziali delle esperienze transpersonali sono la sensazione che tutti i confini sono illusori, la mancanza di distinzione fra parte e intero e l'interconnessione di tutte le cose".

Udire il silenzio, vedere il nulla

La nostra osservazione multidisciplinare ci conduce in un punto di sospensione ove gli elementi caratteristici di ogni disciplina non contano più quali oggetti separati diversificati dall'uso delle parole che li identifica (atomi, cellule, organi, elettroni, DNA, psiche ecc.). L'incontro avviene in un luogo comune: nel silenzio del nulla. Non più divisione, frammentazione, né autopsie quindi. La visione è oltre la materia morta, ovvero separata. Il  "nulla" libera la bellezza di ciò che è, il nulla è quiete che ci permette di tenere grande e ampia la visione e di cogliere ogni cosa là nel grande panorama dell'universale. Il nulla del ritorno all'unità , ovvero alla realtà.
Il paradosso della fisica quantistica ci apre allo sguardo d'insieme: vedere non è guardare, per vedere non occorre mettere a fuoco, bensì lasciare che lo sguardo abbracci il conosciuto e contemporaneamente l'immanifesto (l'elettrone si rivela sia come particella che come onda).
Quale è l'elemento che ci conduce all'esperienza transpersonale della percezione dell'unità?

Il CUORE.

Ovvero la capacità di accogliere in sé, includere, nulla rifiutare, giudicare (cioè separare). Abbracciare l'origine. Accettare di stare nel nulla che è il livello di realtà che Bohm definisce ordine implicito. "La realtà tangibile della nostra vita quotidiana è in effetti una sorta di illusione, come un'immagine olografica. Sotto di essa vi è un ordine di esistenza più profondo, un livello di realtà vasto e più fondamentale che dà origine a tutti gli oggetti e le apparenze del nostro mondo fisico."
E' dignità di sostanza che si rivela a noi dimentichi di tutto il conosciuto, lo schematizzato, l'irrigidito modo di vedere il mondo, la vita, noi stessi. Significa  varcare la soglia di ogni rappresentazione della realtà lasciando la presa del già conosciuto e del già visto.. La via d'accesso è dunque "sapere di non sapere nulla". Oblio e beatitudine. Nessun riferimento come gioia del conoscere in ogni momento.

La psicosintesi

La psicosintesi di gruppo e planetaria sono realtà che testimoniano questa unità di fondo,  esperienze, in coscienza, di inclusività ove ogni elemento della creazione è abbracciato senza giudizio. Afferma l'unità nella diversità e il riconoscimento e la valorizzazione di questa come doni, attitudini, capacità, originalità, creatività di ciascuno. Il fine è cooperare per il bene comune. E' capacità di anteporre il bene dell'umanità al proprio attraverso l'integrazione degli elementi egoistici e separativi della personalità. Nasce da un processo di decentramento, dal passare dall'individualismo al collettivo, l'uscita dal 'me' per accogliere l'altro, l'umanità intera.  E' compassione profonda,  compartecipazione alla vita, una capacità di azione efficace nel mondo, spogliati dai tanti 'io voglio' e dai tanti 'devi', pronomi e verbi a svelare l'egocentrismo vissuto quando la risposta che diamo all'umanità è priva di vita, è risposta a 'ciò che è giusto per me, non a ciò che è oggettivamente sensato'.
"Gruppo. che cosa significa 'gruppo?' il gruppo non dipende dalle persone che sono qui, la sua coscienza fa in modo che siamo un gruppo, siamo tutte essenza, sopra c'è energia che è più della somma delle parti, siamo fatti della stessa cosa. io, il gruppo, l'umanità, il pianeta. siamo fatti tutti della stessa cosa energia, vuoto, pieno, colore. grandissima CONNESSIONE".
Questa testimonianza così significativa è stata raccolta durante un corso di formazione per educatori di asili nido ed è la medesima l'esperienza che spinge David Bohm, fisico, ad affermare:
"In profondità, la coscienza del genere umano è una sola".

I retti rapporti

Tutto ciò implica il riorientamento della mente verso la realtà, la trasformazione di sé e l'attuazione di retti rapporti che significa che il rapporto fra gli individui è 'verticale' e non orizzontale, è un vincolo di anima, non di personalità. Quando il vincolo interiore è tenuto nell'amore, l'individuo abbandona il senso di autorità, di responsabilità per l'operato altrui, è la concretizzazione del rispetto della diversità nell'unità. Ognuno si assuma le proprie responsabilità abbandonando anche l'antica tendenza al criticismo, agente di separatività, lasciando l'orgoglio mentale che vede giusti e veri i propri metodi e la propria interpretazione e falsi ed errati quelli altrui. E' distacco da ogni forma di desiderio. Il gruppo compie un lavoro d'insieme per un insieme. L'innocuità è deliberata ed è astensione dalle azioni e dalle parole che potrebbero creare separatività e tensione, è disposizione a lasciare gli altri liberi. La saggezza come astensione da ambizioni personali, pregiudizi, rivendicazioni.
Nel 'Noi Umanità' siamo 'costruttori di ponti' in nome di un bene comune, un bene più ampio. L'azione è permeata dall'amore per il bene.
Il gruppo come realizzazione di qualcosa di più alto che esprime le qualità della serietà e dell'impegno e amore come fonte di cui i membri sono canali d'espressione.
La via della pace è la via della comprensione spirituale.
"L'energia sanatrice della buona volontà è il principio attivo della pace."
"Il vero valore di un uomo si determina esaminando in quale misura e in che senso egli è giunto a liberarsi del'io". Einstein
Colui che ha realizzato la coscienza dell'unità ha realizzato l'atto donativo dell'Amore così come ha affermato Einstein: "Siamo qui per gli altri uomini".
La separazione non esiste.

Un po' di pratica.

1.    Visualizza

Visualizza un sasso lanciato al centro di un lago. dal centro verso la  periferia inizia un movimento di espansione delle onde. i cerchi d'acqua si espandono via via. continua fino a quando senti l'espansione dentro di te.

2.    Rifletti e visualizza

  • ·       Ognielemento nella creazione coopera per il bene del tutto
  • ·       Esercizio:porta l'attenzione al tuo corpo. percepisci ogni organo distintamente evisualizzalo 'al lavoro' (il cuore che pompa, i polmoni che si riempionod'aria.), prcepisci ora il loro contemporaneo operare. Rifletti: illoro 'lavoro' avviene non per il loro proprio vantaggio bensì per la buonasalute dell'organismo INTERO.

3.    "La casa di tutti"

Svolgimento: gruppi di sei persone
Materiali: fogli grandi minimo 100 per 70, tempere, pennelli omani o piedi;
Esercizio:
1.    Iniziare a colorare tutti insieme sul grande foglio;
2.    Al termine del lavoro trovare insieme un titolo da dare all'opera;
3.    Condivisione:
·         Come è stata vissuta la divisione degli spazi?
·         Sono stata invasa? Ho invaso lo spazio altrui?
·         Ho sentito separazione, solitudine, isolamento oppure unione?
·         Come ho vissuto l'ingresso nel mio spazio?
·         Come ho vissuto l'ingresso nello spazio altrui?
Effetti:
·         Consapevolezza
·         Unione
·         Fratellanza
·         Spirito digruppo

Capitolo II
LA RELAZIONE: l’inizio del processo
Che cosa significa processo?
Essere 'nella vita'.
Il respiro
respira dentro di noi.

Il significato etimologico della parola processo ci conduce nella profondità del mistero del divenire dell'uomo: "muovere in avanti".
La parola esplica la sua piena funzione di creare movimento nell'accompagnare la crescita dell'uomo potenziale verso ciò che egli è per essere come la sua natura lo vuole e tale percorso evolutivo può essere compiuto nel contesto della relazione umana.
La relazione umana diviene processo di crescita quando comprende: scambio, incontro, conflitto, lotta, possesso, ma anche amore, compassione, pazienza, armonia, trasformazione di sé, energia, cooperazione.
Fallace è la visione utilitaristica dell'altro e pure ognuno di noi è mosso, al livello della personalità, da tale motivazione 'io ho dei bisogni che tu devi soddisfare'. E' il bambino ferito in noi che geme per la mancanza e riproponendo il modello carenziale chiede ad ogni essere significativo di soddisfare i suoi bisogni.
Relazione umana è certo la possibilità di scoperta dei propri bisogni, modelli, o schemi, che inficiano la visione della realtà, la distorcono e mutano la purezza della verità originaria: "ogni essere è parte di una vivente, inscindibile unità". (R. Assagioli)
La relazione, spogliata del suo fine utilitaristico, acquisisce un valore, un senso superiore, il fine sta nel passaggio dal 'voglio per me' al 'volere il bene' per sé, per l'altro e per l'umanità intera che implica la capacità di trascendere il proprio personale bisogno.
Efficace è l'immagine dell'athanor, il vaso degli alchimisti entro il quale si compiva l'opera di trasformazione dal piombo all'oro. Così è la relazione vista come athanor entro il quale gli esseri compiono la loro profonda e sublime trasformazione uniti dalla consapevolezza e dal pensiero accolto in coscienza dell'unità che li lega, dall'assenza di separazione. Nell'athanor verranno corrose e bruciate le paure, le difese, gli schemi, l'ignoranza e la consuetudine, l'attaccamento e il conformismo e dall'energia della combustione, che nulla distrugge bensì purifica ovvero rende liberi, nascerà l'esperienza della reale dimensione degli esseri entro la quale inconsapevolmente essi vivono e si muovono: l'amore.

La Relazione Io-Tu

Siamo qui per gli altri uomini.
Einstein

Tutto è relazione

Se per qualche istante ci soffermiamo a riflettere su ciò che è 'relazione' scopriamo in maniera infallibile che 'tutto è relazione', che costantemente e continuamente viviamo immersi in un tessuto di relazioni con oggetti, animali, persone. La sedia su cui sediamo, l'auto che guidiamo, il cibo di cui ci nutriamo, la natura che ci circonda, gli esseri che vivono accanto a noi, con noi.
Tutto è relazione.
Durante lo svolgimento di un seminario di psicosintesi interpersonale e counseling, i partecipanti sono stati invitati a portare la loro attenzione alla relazione esistente tra il loro corpo e la sedia sulla quale erano seduti. Alcuni minuti di esperienza e di riflessione hanno dato vita alle seguenti condivisioni:
·         Consapevolezza
·         Energia
·         Interdipendenza
·         Essere 'con' la sedia
·         Non separazione
·         Riconoscimento
·         Ascolto
·         Unione
·         Riconoscenza
Significativa la parola 'riconoscenza' ad indicare il cambiamento di un modo di percepire e di relazionarsi con l'oggetto. Se do la mia attenzione all'oggetto quello smette di essere 'solo' un oggetto per assumere il 'senso' dell'oggetto, che in questo caso è di accoglienza. La sedia perde il suo significato funzionale per assumere un 'senso' e questo senso si colora di sentimento e di gratitudine.

L'illusione della separazione

Il prof. Graetz afferma: ". essendo tutti i corpi formati da elettroni. possiamo affermare che la massa di tutti i corpi da noi conosciuti, altro non è che una massa del tutto apparente e tutto quello che siamo abituati a considerare come reale, la materia stessa, sia tutta solo illusione, prodotta sui nostri sensi da elettroni in movimento. le ricerche conducono in effetti a questa rivoluzione fondamentale di tutti i concetti che avevamo fino ad oggi della materia.". Ma se la materia come appare ai nostri sensi, non esiste, se non in funzione della nostra limitata percezione, che cosa di reale rimane? L'astronomo e matematico inglese James Jeans perviene alla seguente conclusione: ". le nuove scoperte ci costringono a rivedere le nostre affrettate impressioni. l'antico dualismo tra la mente e la materia, sembra quasi sparire, risolvendosi in una creazione e manifestazione della nostra mente".
Essere grati alle cose inanimate, percepire il fondamento della non separazione, ci permette di espandere la nostra coscienza e di avvicinarci maggiormente al sentimento religioso che uomini di tutti i tempi hanno testimoniato e che la scienza ha esplorato e scoperto "dalle ricerche della fisica e della biologia si conclude che ormai non si può più distinguere la scienza dalla filosofia e dalla religione, perché le scoperte scientifiche investono ugualmente tutti e tre i campi della ricerca nello stesso modo". Einstein ha affermato: ". che il mondo sia un'unità ordinata e comprensiva, costituisce un sentimento religioso.".
L'esperienza della 'sedia' ci conduce verso un mondo che potremo definire sovrasensibile, in cui l'ampliamento della percezione avvenuto attraverso il raccoglimento nel silenzio interiore, in maniera naturale e spontanea ci richiama all'essenzialità, al sentimento di gratitudine, di interdipendenza, scambio, infine di unità

La relazione Io-Tu

La maggior parte delle esperienze che vengono proposte nel corso dei seminari sono orientate alla scoperta (è il caso di dirlo) del mondo relazionale e del bisogno più profondo e primario nell'uomo: il bisogno d'amore. La conclusione, durante i momenti di condivisione, è unanime: si affacciano alla consapevolezza i nodi che ci impediscono di amare, di far fluire questa energia e la memoria risvegliata spinge ad affermare che 'solo quando ho amato davvero, ho vissuto'.
Lo stimolo ora diviene il proposito o volontà sapiente che orienta tutte le energie verso il desiderio ardente, prepotente, vitale e gioioso di liberare le forze dell'amore, della libertà interiore, sciogliere i nodi che vengono riconosciuti con: la paura del TU, l'idea che ne abbiamo, il sentimento di svalutazione, mancanza di sé, l'IO che non si  abita, paura d'essere abbandonato che porta alla costante manipolazione dell'altro, paura di essere tradito che porta al rifiuto dell'intimità e all'isolamento, paura del giudizio.

 

 

Paura di soffrire.

Assistere alla trasformazione dell'essere nella relazione con l'essere dell'altro è un evento unico, sempre diverso, profondamente emozionante.
Rosanna lo descrive: "Nel ripetere il pronome IO sono emerse tutte le paure che ho del mondo, degli altri e i meccanismi di difesa messi in atto per difendermi da questi. Tutto ciò mi ha fatto pensare ad un carcere simile ad una gabbia piccolissima che mi schiacciava e che mi faceva stare rannicchiata, quasi ad assumere la posizione fetale, simbolo per eccellenza della chiusura totale, facendomi provare emozioni spiacevolissime: dai crampi allo stomaco ad un malessere generale, tanto da procurarmi un respiro affannoso e farmi provare un senso di solitudine. Man mano che ripetevo IO le emozioni negative sono andate via via sciogliendosi e si sono trasformate in emozioni positive e questo mi ha tranquillizzata, mi ha fatto ritornare un respiro regolare e il sorriso sulle labbra.
Hopensato: ioposso essere anche veicolo per gli altri,di gioia, di serenità, diamore, mettendo alla base di tutto l'accettazione."
Elena: "Ho provato angoscia, poi senso di colpa: non so andare verso gli altri. Ho pensato anche che mi manca la forza nel saper dire di 'no' quando è indispensabile e mi inguaio. Però. so dare anche gioia agli altri. Ho paura di non essere capita e divento aggressiva. Che rapporto ho con il giudicare? Giudico, quindi mi sento spesso più in alto degli altri.
Voglio imparare la comprensione ed essere meno rigida."
Donatella:"L'IO è faticoso all'inizio c'è sofferenza nell'affermare me, sento un contatto profondo di pancia, è  come dare valore a me stessa e  riconoscermi in quanto'essere cuore'. Non sentivo comunicazione all'inizio, poi l'IO perde i confini.".

Entrare in contatto

L'esperienza della relazione è "entrare in contatto", approdare all'essenza, al centro dell'essere e da questo liberarsi e trascendere tutte le immagini di sé e dell'altro, correre in libertà oltre i pregiudizi e le paure, esultare di fronte ad un ostacolo riconosciuto e rimosso.
Un nodo sciolto rende leggerezza al cuore ed esso ha regno e voce.
Giuliana "E' una scoperta, un modo diverso di vedere".
Donatella: "E' un modo di entrare in contatto con un altro essere dove non ci sono barriere, è un modo di contattarsi così profondamente, senza emozioni, è come un'unione".
La gioia di un cuore che parla è un evento che nasce dal graduale processo di spoliazione. Spogliarsi non significa escludere ma 'includere'. Riconoscere, accettare, integrare, liberare. Inclusività che nasce dalla conoscenza del limite proprio e altrui, dall'accettazione profonda di tutto ciò: in quello spazio possiamo essere agiudicanti, accoglienti, silenziosi e pieni di rispetto per un IO ed un TU che si stanno liberando.

L'amore

L'evento nasce ad 'incontro'. L'evento dell'incontro è l'amore.
Dolcemente lasciamo andare le paure, le identificazioni, i limiti, i contenuti della nostra personalità per ritrovare quella nudità essenziale che ci permette di essere così vulnerabili, elevando a valore questa parola, da accogliere chiunque e qualunque cosa. "Riconoscere la nostra fondamentale vulnerabilità e apertura alla realtà è una fonte di reale potere. Consentendoci, senza paura, di essere vulnerabili, incarniamo l'audacia e la tenerezza di un vero guerriero". J. Welwood

Capitolo III
AMPLIARE LA VISIONE
Siamo uomini ed è nostro destino.
Imparare ad essere spinti verso mondi inconcepibilmente nuovi.
Il vedere è per uomini impeccabili. Tempra il tuo spirito, diventa un guerriero, impara a Vedere, ed allora saprai che i nuovi mondi che possiamo vedere non finiscono mai.
Carlos Castaneda

L'IO-TU è partecipato, non pensato.

Nella relazione IO-TU è implicito il superamento della dualità. E' andare 'oltre' la visione frammentaria. Per superare l'illusione della separatività  vi è il bisogno di andare oltre la visione frammentata dell'altro, trascenderla. Lo sforzo di 'andare oltre' significa sviluppare una percezione globale ove vive l'interezza e l'amore è un'esperienza di interezza.
Nell'apprendere l'arte dei retti rapporti umani lo sforzo da compiere è di ampliare la visione, per spingersi oltre la mente giudicante, duale, ovvero separativa perché il giudizio crea separazione.

Visione Settoriale  Visione Globale

Il coraggio di rompere gli schemi

Un viaggio di scoperte
non consiste nel trovare nuovi paesaggi
ma nell'avere nuovi occhi.

Proust
L'essere umano ha bisogno di conoscere come spinta naturale che la conoscenza non è dare continuità o creare schemi, ma è entrare nello sconosciuto, è distaccarsi dal conosciuto per andare verso l'ignoto e la conoscenza dello sconosciuto è un fatto gioioso.
Portato nel rapporto umano è il coraggio di staccarsi dall'immagine consueta e sicura che ci siamo costruiti dell'altro, positiva o negativa che sia, per entrare in una dimensione sacra, è entrare nel TU , staccarsi dal conosciuto per conoscere l'altro davvero. Ognuno di noi costruisce immagini di sé stesso, degli altri, della vita (percezione settoriale) e se da un lato ciò è importante alfine di poter 'ri-conoscere' la realtà è pur vero che tali immagini spesso sono limitanti e limiti nella relazione. Se pensiamo che l'altro sia egoista vedremo di lui solo quell'aspetto e proietteremo su di lui solo quell'immagine e per uno strano gioco psichico l'altro recepirà quell'immagine e reagirà di conseguenza, più o meno inconsciamente, all'evento.

"Mi rendo conto che in tanti aspetti sono un automa, sono finto, sono un replicante. Di cose imparate, appiccicate addosso, di comportamenti, di "tu devi".
Che momenti brutti queste prese di coscienza! Si salva proprio poco. Tutto viene messo in discussione, pensi all'età che hai e sei preso dallo sconforto.
La scoperta più grande, poi, è che sono io che devo cambiare, non gli altri.
E questa scoperta è enorme. E' una freccia gigantesca che si gira di centottanta gradi, la luce che arriva dalla parte opposta a prima. Tutto è nuovo di colpo, la vita va reinterpretata in ogni suo aspetto a partire dal più insignificante, e capisci subito che nessun aspetto è più insignificante.
Sono rinato un'altra volta, questa è la netta sensazione, perché tutto è nuovo e da scoprire, c'è da muoversi piano e umilmente. Come si fa?"

Un po' di pratica.

"Nulla si crea, nulla si distrugge, tutto si trasforma"
Svolgimento:individuale  in gruppo;
Materiale: creta;
Esercizio:
1.    mi metto in contatto con la creta, ad occhi chiusi, sento il materiale tra le mani, lascio che le mie mani comincino a dare una forma qualunque alla creta;
2.    quando 'sento' che quella forma è terminata la osservo;
3.    piano piano riprendo la creta fra le mani e ricomincio a modellarla lasciando che prenda un'altra forma;
4.    è consigliabile continuare l'esercizio nell'opera di scioglimento e ricreazione per più volte;
5.    condivisione dell'esperienza.
Effetti:
  • ·       flessibilità interna,fiducia
  • ·       favorire le capacità di cambiamento e trasformazione

Quando Incontro Il Mondo Del Tu?

Quando anche per alcuni fugaci momenti sono libero dalle zavorre dell'IO. Nell'aprirci al mondo interpersonale il TU è inclusione, accettazione completa che non ha significato di giustificazione bensì di assenza di giudizio.

E quando cade il giudizio?

Quando profondamente ho accettato e accolto ogni parte di me. Senza riserve.
Oltre il TU della memoria, del conosciuto, dell'apparenza, dell'illusione.
Il TU si eleva, ed è TU eterno. Il mio IO spogliato e reso libero incontra il TU reale: ed è amore. Io ti riconosco nella tua essenza e purezza originaria, nel tuo essere ciò che sei da sempre.
Più la visione è globale maggiore è la possibilità per noi stessi e per il TU di esprimere ciò che siamo realmente, una mente aperta percepisce il TU nella sua globalità, è infatti vero che il potenziale umano si sviluppa e si esprime attraverso la relazione.
L'incontro attiva i potenziali. Entrare in contatto risveglia le potenzialità di entrambi.
La relazione attinge ad un livello più alto e questo innalzamento produce il cambiamento: il TU diviene unità, non giudico fermandomi alle singole parti, alcune delle quali possono risultarmi sgradite, percepisco la globalità = libertà di essere.
E' nella circolarità che ha luogo la relazione e la percezione globale crea energia che scorre tra noi, fluida e circolare.
Nell'IO-TU non abbiamo punti di riferimento, né la tendenza ad incapsulare dentro una forma mentis, né preconcetti, né fantasie ad inquinare l'incontro.
Allora vi è una costante rinascita ed eterno fluire e ciò che nasce è fiducia.
Visto in quest'ottica anche il conflitto può elevarsi a valore e ciò accade quando diamo ad esso un senso. Dare un senso all'evento ci permette di entrare nello spazio transpersonale della relazione e di fluire in un processo di crescita dove gli eventi reciproci non sono esperienze separate bensì parti di un'unità. L'effetto venefico del conflitto è di creare separazione. In questo nostro viaggiare fra i mondi, il conflitto può divenire reale opportunità.
Così un conflitto che ci vede frustrati nel nostro bisogno d'essere amati, può divenire l'evento attraverso il quale fare l'esperienza del nostro modo di amare possessivo ed egoistico (nel senso di egocentrato) e di aprirci a nuovi orizzonti, spazi ancora inesplorati dell'amore (potenzialità).
Quando si sciolgono le ragioni della sofferenza (gli schemi cioè le illusioni) si libera l'amore. Molteplici sono gli effetti di questo 'risveglio':
  • ·       Espansione di coscienza
  • ·       Caduta del giudizio,esperienza della non-separatività
  • ·       Capacità di 'entrare in contatto'
  • ·       Libertà di essere
  • ·       Uscita  dall'egocentratura
  • ·       Esperienza di connessioneprofonda,
  • ·       Esperienza dell'unità
  • ·       Esperienza della dimensione transpersonale
Quando cade l'illusione si apre la visione.

un po' di pratica.

Nella storia collettiva, come in quella individuale,
tutto dipende dallo sviluppo della coscienza.
Questo porta gradualmente
alla liberazione dalla prigionia dell'incoscienza,
e pertanto apporta luce oltre che guarigione.

C. G. Jung

"Ti vedo. non ti vedo"

Svolgimento:gruppi di due persone
Materiali:fogli di carta, matite colorate, pastelli, gessetti
Esercizio:
1.    Comemi vedo? Disegnare il proprio autoritratto (può essere un'immagine simbolica o fantastica: la principessa, un cuore, un fiore.);
2.    Ognuno condivide con il  partner il proprio autoritratto;
3.    Visualizzazione e ritratto del partner. Ad occhi chiusi entro in contatto con il mio partner e lascio che emerga un'immagine spontanea che lo rappresenta e che disegno;
4.    Condivisione con il partner di quest'ultima esperienza;
5.    Successivamente ogni partner metterà di fronte a sé il proprio autoritratto e il ritratto disegnato dal compagno di lavoro condividendone le differenze di 'visione'.
Effetti:
·         Consapevolezza delle immagini interne che abbiamo dell'altro
·         Consapevolezza della nostra immagine nella relazione
·         Flessibilità e disponibilità a riconoscere di noi e degli altri molteplici aspetti
·         Accettazione della divergenza di opinioni e idee

I Cicli e il Cambiamento

Ogni ciclo della vita è e richiede un cambiamento. Rompere gli schemi significa entrare in contatto con i cicli e i ritmi della vita: nascita, infanzia, adolescenza, il ciclo lavorativo, di procreazione. I tanti cicli della nostra vita ci chiedono una costante attenzione e flessibilità. Il ciclo come bardo, cioè punto di giunzione fra due stati, è ampliamento ed espansione, è il momento in cui la vita danza.
"Nei periodi di cambiamento è come se, progressivamente, la persona e tutto il suo contorno venga illuminata da una luce diversa, che ha un altro colore e un'altra provenienza. E tutto questo processo non è continuo ma è piuttosto a salti, con periodi che sembrano di arresto, o piuttosto di rumoroso silenzio, nel senso che messaggi e avvenimenti sembrano acquetarsi un poco ma sotto sotto si sente come un lavorio continuo, indipendente, e poi, in poco tempo se non in un attimo, ecco la luce diversa. E' come alzare lo sguardo dopo averlo tenuto lungamente basso. Vedi e ti vedi diversamente. Il salto, per quanto piccolo, e direi che non esistono salti piccoli, è meraviglioso."

Un po' di pratica.

"Il ciclo della Vita"

Svolgimento: Movimento corporeo in gruppo.
Materiali:musica, grandi fogli,colori.
Esercizio:una voce fuori campo narra i passaggi
1.    Sentiamo le radici;
2.    Sentiamoci il tronco che cresce e rami che si allungano e si alzano (effetto espansione dell'albero) alla ricerca della luce;
3.    Sentiamoci gemma sul ramo e l'effetto di apertura della gemma;
4.    Sentiamoci fiore e l'effetto del apertura del fiore;
5.    Sentiamoci frutto che cresce, matura, cade nel terreno e diventa portatore  di semi di vita;
6.    Sentiamoci seme;
7.    Sentiamoci accolti nel terreno, sentiamo che la terra è nutrimento;
8.    Disegnare ogni passaggio sui grandi fogli:
  • ·       In quale albero, fiore,frutto mi sono riconosciuta/o?
  • ·       Quali passaggi ho vissuto di più?
Effetti:
  • ·       Liberazione energetica e capacità di espressione corporea;
  • ·       Sentimento profondo di essere parte del ciclo della vita.

Comunicare Per Vivere

La comunicazione influenza il comportamento

Le regole che governano le relazioni umane sono essenzialmente quelle della comunicazione. La parola 'comunicazione' viene intesa generalmente in un significato verbale. In realtà è ormai famosa la scoperta che non si può non comunicare. Ogni volta che due persone o più si trovano insieme esiste  comunicazione in quanto in una situazione di interazione non è possibile non avere un comportamento e questo ha valore di messaggio: fare, non fare, parlare o tacere, tutto ciò influenza gli altri nei loro comportamenti i quali risponderanno a questa comunicazione.

Consapevolezza come strumento

La chiave affinché le leggi della comunicazione divengano strumenti utili per stabilire retti rapporti umani è la consapevolezza verso noi stessi e verso gli altri. Per poter comprendere l'altro infatti occorre prima di tutto che noi riconosciamo ciò che stiamo provando: pensieri, emozioni, sentimenti = autoconsapevolezza. Quando questo primo ed essenziale atto non viene compiuto questi sono gli effetti:
  • ·       L'altro non viene visto per ciò che è, ma viene usato come schermo sul quale noi proiettiamo noi stessi;
  • ·       Esiste sono il mondo come lo vediamo noi (schemi) e le altre visioni possibili vengono respinte o rifiutate, il mondo esterno viene riconosciuto valido solo se rientra nelloschema che ce ne siamo fatti e  tutto ciò è causa di profondi e dolorosi conflitti.

Il Linguaggio dell'Amore

Ciò che noi vediamo o sentiamo del TU non è mai l'uomo potenziale ma sempre qualcuna delle sue espressioni, L'uomo potenziale sta al di là delle nostre percezioni sensoriali.
L'esperienza dell'uomo potenziale trascende i limiti del linguaggio e dei sensi, così come la realtà assoluta non è una conoscenza che passa attraverso l'intelletto e i sensi, lo stesso è dell'uomo potenziale: la sua conoscenza è una profonda intuizione che tutto comprende dalla costituzione biologica alla sfera psichica. ma che 'contemporaneamente' vede queste come espressioni dell'essenzialità dell'essere.
Il linguaggio ordinario risulta inadatto a descrivere l'esperienza della relazione.
E' l'uomo potenziale che si rivela e che trascende la barriera dei sensi per essere colto e veduto nel cuore dell'essere, del mio essere che lo accoglie, ne testimonia la grandezza oltre i limiti della personalità ed è infinitamente riconoscente nel partecipare della visione originaria.
"Tutto è da "conoscere" di nuovo, da nuovo, con la sensazione, prima curiosa poi bellissima, che sono le persone e gli avvenimenti che cominciano a descrivere sé stessi, e non tu a descriverli.è molto di più di quello che prima era intuizione o sesto senso. ricordo la sensazione come di assistere a un filmato, probabilmente perché mi mancavano i punti di riferimento, mi mancava il me-che-classifico, il me-che-si-aspetta.
Persone, comportamenti: c'era questa chiarezza strana che mi faceva pensare: ma come facevo prima a non vedere. riflettendo mi rendevo conto che prima non è che non vedessi, è che quel vedere era incompleto, corto, istantaneo, scollegato dallo svolgersi degli avvenimenti, inutile per comprendere bene."

Un po' di pratica.

"Percezione globale, percezione settoriale"
Svolgimento:individuale in gruppo;
Materiali:una rosa;
Esercizio:
percezione settoriale
1.    osserviamo con attenzione la rosa;
2.    osserviamo con attenzione il gambo, poi le foglie, poi i petali;
3.    sentiamo intensamente il suo profumo
4.    immaginiamo di toccare il fiore e di sentire i petali vellutati;
percezione globale
5.    ora diamo tutta la nostra attenzione alla rosa nella sua totalità, percepiamo la sua interezza che è più della somma delle parti, sperimentiamo l'unità della rosa.
Effetti:
  • ·       ampliamento della visione
  • ·       sviluppo della mente sintetica
  • ·       capacità di cogliere l'interezza
Capitolo IV
STRUMENTI DI ASCOLTO

Barriere alla comunicazione

  • ·       Dare ordini:  '.tu devi assolutamente.' '. di solito gli adulti fanno così!'
  • ·       Fornire consigli, soluzioni non richieste: 'Io al tuo posto farei.' 'Perché non provi a.'
  • ·       Persuadere:'Si, però.'
  • ·       Giudicare,criticare: '.questo è uno sbaglio!'  'tu sei troppo egoista!'
  • ·       Fare prediche: 'è tuo dovere di genitore fare.' 'sono cose che non di devono fare.'
  • ·       Ridicolizzare:'quello che dici è stupido!'  'ma sei proprio ingenuo!'
  • ·       Interpretare:'In realtà questo significa per te.' ' tu non vuoi veramente questo.'
  • ·       Porre domande insistenti: 'Da quando?. Quanto?. Perché?. Come mai non.?'
  • ·       Distrarsi,cambiare argomento:'Di questo parliamo un'altra volta?  'Questo  mi ricorda quando io.'

Comunicare come 'unificare'

L'obiettivo di una buona comunicazione è l'incontro.
1.    Buona Volontà
2. Il silenzio interno ed empatia;
3. Disposizione alla comprensione amorevole e all'accoglienza;
4. Dare Tutta l'Attenzione;
5. Immedesimazione spirituale;
6. L'intuizione come diretto mezzo di conoscenza;
7. L'uso saggio della parola;
8. Riconoscimento dell'unicità del TU, fiducia e cooperazione.

1.    Buona Volontà

"La Buona Volontà è l'espressione più elementare dell'amore ed è quella più facilmente compresa. Essa è la tecnica o metodo per attuare i retti rapporti umani".  Roberto Assagioli
La Buona Volontà intesa come intenzione autentica di comprendere il TU e il suo universo.

2. Silenzio interno ed empatia

Il silenzio interno come dimensione dell'ascolto, come capacità di far tacere le risposte che automaticamente saremmo pronti ad offrire, o pensieri distraenti che entrano nella dimensione relazionale, in questo caso l'ascolto viene interrotto dal nostro chiacchiericcio interno.
Empatia come capacità di mettersi nei panni dell'altro,si sperimentare il suo mondo come se fosse il proprio.
Sviluppare empatia:
  • ·       Osservare l'altro e le sue espressioni corporee
  • ·       Ascoltare attentamente le sue parole
  • ·       Immergersi nel TU
  • ·       Essere "CON"
  • ·       "Sentire", ovvero saper concentrare la nostra attenzione su come l'altro percepisce se stesso;
  • ·       Riconoscere i bisogni vitali
  • ·       Rispondere ai sentimenti
  • ·       Chiedersi "Che cosa proverei io al suo posto?"

3. Comprensione amorevole e accoglienza

L'accoglienza è uno scambio di fiducia. Accogliere significa anche accettare, riconoscere l'altro e rispettarlo per ciò che è, per la individualità e unicità.
Il regno del  TU può essere conosciuto e amato solo attraverso la giusta comprensione la cui mancanza è la principale causa di attriti e conflitti.
"Nulla ferisce più profondamente dell'incomprensione,
poiché incomprensione significa negazione dell'identità dell'altro". Keyserling
Senza comprensione non si può fare a meno di nuocere.
La mancanza di comprensione non sempre significa mancanza d'amore. La comprensione può coesistere con l'amore e al tempo stesso possiamo non comprendere i bisogni più vitali e non  renderci conto di ciò che avviene nell'animo di coloro che più amiamo.
Sviluppare atteggiamenti:
  • ·       Atteggiamento di interesse autentico senza pregiudizi o preconcetti;
  • ·       Atteggiamento non giudicante senza colpevolizzare o consigliare;
  • ·       Sforzo costante verso l'obiettività e la non direttività;
Benefici sono gli effetti:
  • ·       Creatività,come frutto del contatto con la parte più profonda di sé stessi;
  • ·       Educazione,intesa qui nel suo significato etimologico "portare fuori" come riconoscersi, sbocciare, fiorire, scioglimento di difese e perciò visione chiara di sé stessi con i propri limiti ma soprattutto con i propri potenziali;
  • ·       Azione.

Un po' di pratica.

"Assaggiando le parole"
Svolgimento:gruppi di due;
Materiali:fogli di carta e penne;
Esercizio:
1.    ogni partner scrive su un foglio di carta 10 righe di getto;
2.    scambiare il foglio con il proprio partner e girarlo a testa in giù (attivazione dell'emisfero cerebrale destro);
3.    condivisione del 'cosa sento' e 'come vedo' la scrittura dell'altro;
4.    ripercorro con la penna spuntata la scrittura del partner prestando attenzione alle sensazioni suscitate dalla calligrafia (interruzioni, fluidità, ostacoli.);
5.    condivisione dei vissuti.
Effetti:
  • ·       immedesimazione spirituale
  • ·       empatia
  • ·       consapevolezza dei movimenti corporei e psichici
  • ·       comprensione

4. Dare "Tutta l'Attenzione"

"L'Amore è soffio infinito che viene da un altrove e va verso l'altrove".
Imparare ad amare: imparare a dare  attenzione.
Non attenzione parziale, ma totale attenzione all'altro.
Attenzione è silenzio interno, disciplina, sacrificio, nell'atto di rendere sacro, di dare un senso più profondo all'incontro.
L'attenzione nutre la relazione. Dare attenzione conferma la Vita.  Questo tipo di ascolto muove nell'altro le risposte, diventa un atto d'amore, significa dare strumenti e fiducia nelle possibilità che ha di raggiungere la meta.
L'atto di dare all'altro totale attenzione schiude le porte della percezione globale. L'esperienza della percezione globale è un'esperienza pluridimensionale, ove i frammenti si riuniscono, le parti si ricompongono: colgo l'intero.
Essere tutte le parti significa essere parte dell'umanità.

Un po' di pratica.

"Le porte dell'attenzione"
Svolgimento:gruppi di due;
Esercizio:
1.    a turno ogni partner ripete i pronomi IO - TU - NOI, soffermandosi su ogni pronome a lungo e con consapevolezza di tutto ciò che prova (agio, disagio, emozioni, pensieri, ricordi.)
"Mentre ripetevo 'Io' sentivo un senso di disagio, mi rendo conto che non lo conosco..."
"Ho sentito più forte l'Io del Tu."
"Nel Noi ho sentito un senso di rifiuto, di freddo interno, poi è stato come non sentire più niente."
"Nel ripetere il 'Tu' dopo un po' mi sono resa conto di non sentirlo più... o forse di non averlo mai sentito."
2.    In questa seconda fase, nello svolgere il medesimo esercizio si darà totale e assoluta attenzione al partner;
"Nel passaggio al dare totale attenzione Ho provato una corrente di calore notevole, la tensione verso un divenire comune".
"Il Tu apre le porte ad una persona che vedi in modo diverso, è la sensazione di non conoscere l'altro."
"Ho sentito il bisogno di accogliere l'altro".
"Non ho sentito nessun giudizio verso l'altro, l'ho accettato completamente per quel che è".
"Ho provato un amore profondo senza chiedere niente in cambio."
"E' stato il riconoscere l'altro come specchio. Desiderio di contatto, di contenimento."
"Ho sentito il bisogno di silenzio per arrivare all'unione."
"Scioglie i falsi modelli. Grande gioia nel dare solo per l'altro!"
"L'ho vista! è stato un incontro 'essenziale'".
"E' comunicare. Assenza di separazione".
(Condivisioni di un gruppo di educatori)
Effetti:
  • ·       Esperienza del 'Noi' come campo unitivo
  • ·       Nel passaggio al "Noi" si produce la relativizzazione di sé, una maggioreinclusività, visione globale e sintetica dell'altro.
  • ·       Esperienza di essere interiormente senza confini.
  • ·       Nel dare totale attenzione assistiamo ad un aumento del potenziale energetico.
  • ·       L'accoglienza,l'uscire da sé stessi, l'empatia, l'assenza di giudizio, la comprensione,l'amore incondizionato, sono i frutti.
Dare attenzione implica disidentificazione e autoidentifcazione.
Cogliere l'identità oltre le identificazioni con i contenuti ha significato, per il gruppo di educatori, fare questa esperienza nella relazione con i Tu, i bambini:
  • ·       "Dalla disidentificazione dalle emozioni negative è nato un silenzio interno, un senso di pace, che ho portati nella classe."
  • ·       "Ho Provato un silenzio maggiore, una maggiore capacità di ascolto verso i bambini, li ho 'visti', ho sentito di essere in contatto, i bambini parlano più lentamente, si 'sentono' e mi 'vedono'."

5. Immedesimazione spirituale

Immedesimazione non significa perdita della propria identità all'interno della relazione, bensì visione chiara, partecipata e disinteressata.

6. L'intuizione

"Intuizione è quella comprensione sintetica che è prerogativa dell'anima. Intuire significa realizzare il principio di universalità, per cui il senso di separazione scompare, almeno temporaneamente. L'intuizione è la luce stessa, e quando è ridesta il mondo è inteso come luce."
L'intuizione produce tre effetti: Illuminazione, Comprensione, Amore.
L'addestramento al silenzio interiore attiva l'intuizione e chiarisce la visione. La percezione può essere considerata una funzione del guardare, mentre la visione è una funzione del vedere. La visione vede l'unità, mentre la percezione suddivide il mondo in soggetto e oggetto. La percezione si concentra su determinati oggetti, sia fisici che pensieri, emozioni, mentre la visione vede il contesto entro cui essi stanno e le relazioni esistenti tra di loro. Accettiamo tutto per quello che è. Finché siamo prigionieri di concezioni limitate di noi stessi, da credenze e schemi mentali, la visione interiore può indicarci la via della liberazione.
Mentre l'intuizione si sviluppa, la persona comincia a rendersi conto di come la percezione struttura e classifica il mondo ottenendone così il restringimento, mentre la visione profonda coglie l'interezza e dà significato all'intero processo. Con il suo risveglio la percezione della realtà può subire un cambiamento radicale.
Caratteristiche della visione: illumina, osserva, scopre, risveglia, rivela, rivede, intuitiva, inclusiva, creativa, circolare, conferisce facoltà, visione profonda, saggezza, riconoscimento, spontaneità, ispirazione.
L'intuizione permette di vedere la natura delle cose e di apprendere la verità su di esse.

7. L'uso saggio della parola

un po' di pratica.

  • ·       Formulare domande aperte , che non abbiano come risposta un SI oppure un NO;
  • ·       Riformulare. La riformulazione aiuta ad approfondire, aiuta l'autoesplorazione e trasmette al TU il messaggio fondamentale "ti sto ascoltando, hai tutta la mia attenzione". Le caratteristiche di una riformulazione efficace sono:
1.    Riprodurre ciò che l'altro ci sta dicendo riflettendo il contenuto del messaggio ricevuto (es. 'non ti senti capito');
2.    È centrata sul vissuto e non sui fatti oggettivi;
3.    È risposta al suo mondo, a ciò che per l'altro è vero e non è influenzata dalle nostre interpretazioni;
4. Ècogliere la componente emotiva e riproporla al TU verbalizzandola in modo chiaro, ciò favorisce il processo diautoesplorazione e  consapevolezza:' ti senti triste perché credi di non avere un valore', 'ti senti deluso di te stesso perché non riesci a prendere l'iniziativa';
  • ·       Comunicare  con immediatezza;
  • ·       Darerisposte sintetiche e chiare;
  • ·       Comprendere ciò che l'altro ha espresso e rispondere allo stesso livello senza anticipare i suoi tempi di comprensione.

8. Riconoscimento dell'unicità del TU, fiducia e cooperazione

Così come ogni individuo rappresenta un problema nuovo e unico, anche la soluzione deve essere nuova e unica. In questo modo ogni individuo chiede di essere considerato: unico e irripetibile.
E' quindi evidente che consigli stereotipati, difficoltà di fare il silenzio interno e ascoltare, possono risultare svianti e creare conflitti.

Un po' di pratica.

"Cooperazione è creatività"
Svolgimento:gruppi di due;
Materiali: carta, penna, riviste, fotografie;
Esercizio:
1.    Scegliere di comune accordo un'immagine gradita ed evocativa per entrambi;
2.    Ogni partner compila un elenco di 10 parole suscitate dall'immagine;
3.    Entrambi i partner compongono una poesia utilizzando 'insieme' le 20 parole scelte;
4.    Condivisione  a coppie e nel gruppo.
Effetti:
  • ·       Cooperazione,collaborazione
  • ·       Unione
  • ·       Creatività
  • ·       Fiducia
  • ·       Rispetto dei contenuti di ogni partner e dei tempi
  • ·       Capacità di ascolto
  • ·       Consapevolezza che ogni elemento può essere integrato positivamente nel "tutto"
Capitolo V
EDUCARE AD AMARE
"Ti amo perché ne ho bisogno
non perché ho bisogno di te".
Zucchero
Amare. Amore. Bisogno d'amore. Dolore. Identità. Sorgente. Autonutrimento. Libertà di amare.
Questi i passaggi che ci conducono sulla 'soglia'. Ora, l'amore non fa più rima con dolore. E amore non è più sinonimo di sofferenza inevitabile, né la prospettiva di sicura delusione, né l'ambizione di saccheggiarsi a vicenda.
Ora l'amore ha perso i connotati dell'illusione. Il velo di maya è caduto. I molti han lasciato posto all'Uno.
Il bisogno non uccide e la voragine interna che urla a segnalare quel vuoto mai colmato, ora tace. E' silenzio. Il Silenzio.
La pace del Sè che penetra in noi e ci spinge al grande servizio. "E' una delle più belle compensazioni della vita: nessuno può veramente aiutare un altro senza anche aiutare se stesso."
La voce del cuore là dove le parole sono inutili.
Il valore immenso del silenzio
Nel silenzio avviene il contatto con i meccanismi di autoregolazione e autocreazione.
Il silenzio allarga lo spazio psichico e crea nuove proporzioni.
"Il silenzio è la voce dello spirito che si esprime nel linguaggio dei saggi. Fonde l'uomo con l'anima della natura e avvicina la polarità umana a quella divina, accendendo la fiamma della creatività. Nasce dall'infinità del Cosmo di cui sintetizza gli echi stellari."
Silenzio.
La personalità tace, con il suo furore, i suoi conflitti, le sue paure; non invoca per sé, non vuole, non desidera.
L'esperienza della ripolarizzazione della coscienza su un altro livello è di stupore, è come aprire gli occhi e 'vedere' per la prima volta la verità: l'Amore è intelligenza attiva, è veicolo, l'amore feconda e vivifica, "l'amor che move il sole e l'altre stelle", potente, giusto.
Il regno del "Noi"
Ma qui, nel regno del "Noi" non è più il tempo dei saccheggi.
L'incontro è fra esseri umani, non fra ruoli, né subpersonalità.
L'Amore è un fine da raggiungere. E' acqua pura che sgorga dalla Sorgente interna, autoalimentantesi, autoricreantesi.
L'Amore è il passaggio da oggetto a soggetto.
Nel regno del "Noi" io non sono più io, nè tu sei più tu. E' compartecipazione alla vita. Il regno del "Noi" è causa, l'effetto viene formalizzato attraverso il cambiamento.
Essere nel regno del "Noi" significa essere nella realtà, ove chiara consapevolezza è la grande eresia della separazione. Nessuno è separato, nessun io è separato dagli altri io. Colgo l'unità di fondo, l'unità dei regni. Non c'è contrapposizione, né angoscia che l'accompagna. Il "Noi" è la forza della vita.
Nel "Noi" scompare l'io, c'è un'intelligenza superiore che guida che è forza costantemente nuova che costantemente mi rinnova.
Il "Noi" è libertà.
Il "Noi" è scambio vivente che schiude l'ordine del mondo.
Il 'punto di contatto' è nel 'sapere di non sapere'. No schemi, no immagini interne di te; e lasciare andare il conosciuto è atto di unità e conoscenza costante.
Solo se lascio andare di te ciò che conosco posso incontrarti e conoscerti.
L'incontro è rigenerazione. L'incontro è fecondante. Si compie un salto creativo frutto della libertà dal conosciuto.
Scavalcare i limiti dell'io attraverso l'Io. E' la centratura alla base che mi permette l'autotrascendenza. Il 'Noi' è il frutto della possibilità dell'Io di trascendere i confini dell'Io.
Che cosa scopro allora?
Che non esiste nessun Io.
La totale attenzione produce presenza. Nulla viene dissipato, sono totalmente qui, nel 'qui ed ora'.
Il 'Noi' è compartecipazione all'eterno.
Il tempo e lo spazio, dimensioni orizzontali, sono trascesi, i limiti percettivi ampliati. Espansione di coscienza.
L'unico luogo in cui posso essere: 'qui ed ora'.
Libertà dal conosciuto
Autotrascendenza non è annullamento o annientamento di sè, bensì accettazione e conferma ed espansione.
No schemi, no punti di riferimento mentali, o agganci alla realtà stereotipata, congestionata dalla consuetudine e dai falsi modelli. Niente, nessun appiglio che accorre con la funzione di aiutarmi a riconoscere qualcosa che ho conosciuto, che ora mi si ripropone e che cerco di riconfezionare allo stesso modo passato.
Solo presente. Ora sono. Ora conosco. Ora, nel totale distacco interiore, distacco da ogni attaccamento, pretesa, credo, visione, paura.
Dal distacco nasce una grande quiete interna, una grande pace. Attraverso il distacco si alza il livello della vita.
Totale attenzione all'altro, autotrascendenza, presenza, per entrare in 'contatto'.
Ti vedo per la prima volta, colgo l'essenzialità dell'incontro, la verità che permea l'incontro, colgo la multidimensione, l'unità nella diversità.
Qual è l'effetto di un simile incontro? La ri-creazione di me, dell'altro, del mondo.
Ti vedo per la prima volta, non impongo limiti, confini, non proietto, non temo. Sono senza confini perché tu possa espandere i tuoi per incontrarci al di là del limite. Tu non sei più 'terra straniera', io non sono più imprigionato nella gabbia dell'io. L'universo è la nostra patria. Siamo cittadini del mondo, compagni di viaggio, compartecipiamo all'umanità.
Ti vedo per la prima volta: vedo la 'Realtà Uomo'.
Ti vedo perché più nulla infligge oscurità e nebbia alla relazione.
"Formazione è cambiamento.
Esser formati non è aver imparato delle cose da ripetere, delle risposte per tutte le domande. E' essere cambiati nel modo di essere e di presentarsi al mondo. Di nuovo, non è una questione di "cosa" ma di "come". I nuovi "come" sono adattabili a tutte le "cose" e le interpretano senza bisogno di esperienze precedenti. E i nuovi come saranno infiniti."
Effetto "pace"
Un effetto è la nascita della non-violenza, come accettazione dell'altro, e di me, della diversità, di ciò che è, di come la natura ci vuole. E' possibilità, è divenire. Cadendo il 'dover essere' emerge il 'poter essere'.
Io e Tu, l'incontro è nel possibile, nel potenziale, nell'amore; lo sforzo è un capirsi, un comprendersi in senso anagogico, portato in alto oltre i bisogni eppure compresi, oltre i personalismi, eppure accolti.
Il senso anagogico è il significato del possibile, è la speranza che l'opera si attui e l'attesa che si materializzi nel Tu.
Non sono più importante io, nè il tu è importante; è importante l'opera, il cui senso è colto da chi, in armonia, lo può attuare.
Il 'Noi' è dimensione sovrapersonale. E' l'essere nelle cose, nella vita. Io e Tu siamo trascinati nei vortici energetici della vita, nella sua danza, e ciò che importa è che io non sono più io, nè tu sei più tu: siamo nella danza.
Nel 'Noi' cade la separatività, nasce l'unione. Il Tu esce dalla dimensione oggettuale, non è più oggetto ma è la vita stessa. Unità come energia autoricreantesi in cui mi percepisco come fenomeno unitario.
Nasce l'amore oblativo, disinteressato.
Nasce l'attuazione del 'progetto originario', la tensione verso il divenire che è in noi: l'entelechia aristotelica.
"Amare è far sorgere nell'altro una nuova vita."

Nessun commento:

Posta un commento