domenica 31 luglio 2011

Esteriorizzazione della Gerarchia

A causa degli effettivi rapporti reciproci fra tutte le nazioni e della rapidità delle comunicazioni,
la crisi attuale è la prima importante crisi internazionale della storia umana e comprende
un periodo di ventotto anni (dal 1914 al 1942). Questi sono numeri interessanti, poiché 28 equivale
a 4 x 7 che sono gli anni di un ciclo completo della personalità. Non desidero che da
quanto sopra ne deduciate che il periodo di combattimenti e di conflitto attivo debba prolungarsi
necessariamente fino al 1942. Non è così. La fine anticipata del conflitto o la sua estensione
indefinita dipendono dall’umanità stessa; man mano che gli uomini emergono dallo stadio
dell’adolescenza in quello della maturità, della responsabilità e della realizzazione, dovranno
sempre di più determinare il loro destino. Questo periodo di ventotto anni ha tuttavia
grandissima importanza e molto dipende dai prossimi tre anni.
Vi ripeto che la stessa Gerarchia, con tutta la sua conoscenza, la sua visione e la sua comprensione
e con tutte le sue risorse, non può imporre e non può prevedere ciò che farà il genere
umano. Può stimolare all’attività giusta, e lo fa; può indicare le responsabilità e le possibilità,
e lo fa; può inviare ed invia i suoi istruttori e discepoli a educare e guidare la razza; ma in
nessun caso ed in nessuna situazione può impartire ordini, o assumere il governo. Può trarre
bene dal male, e lo fa, illuminando le situazioni e indicando la soluzione di un problema, ma
la Gerarchia non può andare oltre. Se assumesse un governo autoritario, si svilupperebbe una
razza di automi e non una razza di uomini responsabili, autodiretti e pieni di aspirazione. Questodeve esservi certamente evidente e può servire di risposta alla prima domanda che oggi si
pongono gli studiosi di occultismo che non riflettono: la Gerarchia non avrebbe potuto impedire
questa catastrofe? Senza dubbio i Maestri di Saggezza, con le loro conoscenze e il loro
dominio delle forze avrebbero potuto interferire, ma così facendo avrebbero violato una legge
occulta e impedito il vero sviluppo del genere umano. Questo non lo faranno mai. Ad ogni costo
l’uomo deve imparare a stare in piedi e ad agire da solo. Invece, dopo aver fatto tutto ciò
che era possibile, Essi ora stanno a fianco dell’umanità sofferente e disorientata e, con la
compassione e l’amore più profondi, aiuteranno gli uomini a riparare i torti che hanno iniziato,
a imparare le lezioni di cui avevano bisogno e ad uscire arricchiti da questa crisi (che essi
stessi hanno precipitato), e purificati dal fuoco delle avversità. Questi non sono luoghi comuni,
ma verità eterne.
Questa crisi mondiale, con tutti i suoi orrori e le sue sofferenze, in ultima analisi è il risultato
di un processo evolutivo riuscito. Siamo pronti ad ammettere che quando il ciclo vitale di
un uomo è stato percorso ed egli ha imparato le lezioni che l’esperienza di una determinata vita
dovevano insegnargli, il suo corpo fisico e gli aspetti interiori della forma (che formano la
totalità dell’espressione della sua personalità) cominceranno a deteriorarsi; diverranno attivi
alcuni agenti distruttori entro la forma stessa ed infine seguirà la morte, il cui effetto è la liberazione
della vita entrostante, affinché possa essere costruita una forma nuova e migliore.
Questo lo accettiamo comunque, ciecamente o con intelligenza, considerandolo un processo
naturale e inevitabile, ma normale e ineluttabile. Tuttavia dimentichiamo che ciò che è vero
per l’individuo è vero anche per l’umanità. I cicli di civiltà, come quello che chiamiamo la
nostra civiltà moderna, sono analoghi ad una particolare incarnazione umana individuale, con
il suo inizio, il suo progredire e crescere, con la sua utile maturità e la decadenza che ne segue,
e la successiva morte o trapasso della forma.
Le forme sono sempre aperte all’attacco. Una forte vita soggettiva e il distacco spirituale
sono i due mezzi di salvaguardia. Quando la forma è più potente della vita, il pericolo è imminente;
quando è presente l’attaccamento all’aspetto o all’organizzazione materiale, i valori
spirituali sono perduti.
Oggi assistiamo alla morte di una civiltà o di un ciclo d’incarnazione dell’umanità. In tutti i
campi dell’espressione umana si sono stabiliti il deterioramento e la cristallizzazione. I logori
dogmi religiosi e la presa della teologia e delle chiese ortodosse non bastano più per reggere
la fedeltà della potente vita spirituale interiore; l’umanità è profondamente spirituale ed ha innato
il senso religioso, ma oggi ha bisogno di una forma nuova per rivestire le antiche verità.
Le vecchie scuole politiche sono state ritenute inadeguate e le nuove ideologie testimoniano la
forza della vita che cerca un’espressione più adeguata; i sistemi educativi, avendo servito al
loro scopo, si stanno rapidamente rivelando inadeguati per soddisfare il bisogno dell’esigente
vita della razza; dovunque si invocano cambiamenti e nuove forme della vita religiosa, politica,
educativa ed economica della razza, che consentano un’espressione spirituale più libera e
migliore. Tale cambiamento sta giungendo rapidamente e da alcuni è considerato una morte
terribile e da evitarsi, se possibile. È veramente morte, ma è benefica e necessaria. È questa
presa di conoscenza della fine di una civiltà, che fa sorgere previsioni e avvertimenti come:
“Questa è la morte della civiltà; non deve avvenire”. “Questa è la fine dell’ordine e il vecchio
ordine deve essere salvato”. “Questa è la distruzione di antichi valori amati e non deve essere
permessa”.
Che l’umanità stia attuando questo necessario cambiamento in modo inutilmente crudele e
penoso, è vero, come è vero che oggi gli esseri umani, con i loro pensieri sbagliati, le sciocche
abitudini di vita fisica e gli atteggiamenti emotivi indesiderabili precipitano il collasso fisico
finale e infine la morte. Nondimeno, per il progresso dell’anima dell’individuo e dell’anima
dell’umanità, la morte è inevitabile, è un bene ed è necessaria; è anche una pratica alla quale
siamo quasi tutti abituati, sia nella nostra esperienza che osservando gli altri. Ma dobbiamo ricordare
che la peggiore di tutte le morti (per quanto riguarda l’umanità) sarebbe che la forma
di una civiltà o una forma corporea fosse statica ed eterna; se il vecchio ordine non mutasse
mai e i vecchi valori non si tramutassero mai in valori più elevati e migliori, questo sarebbeveramente un disastro.
Dobbiamo anche tenere presente che le forze di distruzione o di morte sono duplici: in
primo luogo c’è la vita che rapidamente emerge e si sviluppa, e richiede maggior spazio per
esprimersi e avere un’esperienza più piena; in secondo luogo ci sono le forze reazionarie e gli
atteggiamenti conservatori che aderiscono a ciò che è noto e familiare, e odiano ciò che è
nuovo, non sperimentato e ignoto. Entrambe producono la grande e divina transizione dal passato
al futuro, dal vecchio al nuovo, dall’esperienza alla fruizione e poi di nuovo
all’esperienza. Le realtà sono eterne e immortali; le forme sono effimere e temporanee;
l’anima è persistente e immortale; la forma è mutevole e destinata a morire. I processi
dell’evoluzione sono riusciti in passato e riusciranno in futuro a portare le forme alla nascita,
alla maturità e alla morte.
Ma (ed è questo il punto interessante e significativo) per la prima volta l’umanità è consapevole
del processo. Per la prima volta ha deciso di osservare con intelligenza ciò che avviene
e di collegarlo con l’esperienza e l’ambiente. Questo indica di per sé uno stadio di vero sviluppo
che va incoraggiato. Il ragionamento, l’analisi e la presentazione di vari punti di vista
sono in corso su larga scala in tutti i paesi, con risultati diversi basati sulle differenze di temperamento,
di tradizioni, di sviluppo e d’esperienza.
Questo stadio di morte e di nascita (poiché queste due procedono simultaneamente) può
essere facilmente compreso dall’esoterista se studia la guerra mondiale nei suoi due periodi
distinti: dal 1914 al 1918 e dal 1939 al 1942. Il primo stadio (se poteste vedere la situazione
qual’è veramente) fu più nettamente lo stadio della morte; il secondo stadio, nel quale ci troviamo
adesso, è letteralmente lo stadio della nascita - le doglie del parto del nuovo ordine e
della nuova civiltà per mezzo dei quali potrà esprimersi il senso della vita dell’umanità. La
madre muore affinché il bimbo possa vivere; la forma è sacrificata alla vita. Ma oggi l’aspetto
forma, la Madre o aspetto materia, muore coscientemente, e altrettanto coscientemente viene
alla luce il bimbo, la civiltà bambina. Questo è il fatto nuovo al quale noi tutti partecipiamo. È
la morte della personalità dell’umanità e l’apparizione dell’anima.
Tale morte è sempre un processo doloroso. Il dolore è sempre stato l’agente purificatore,
usato dai Signori del Destino per portare liberazione. Le sofferenze accumulate nella guerra
attuale e la sofferenza ereditata dallo stadio precedente (cominciato nel 1914) producono un
salutare cambiamento della coscienza mondiale. Il Signore del Dolore è disceso dal Suo trono
e oggi percorre le vie della terra, portando desolazione, angoscia e terrore a coloro che non
possono comprendere i suoi fini, ma portando anche un nuovo stimolo all’istinto di conservazione
che, nel suo aspetto superiore, è istinto verso l’immortalità; tende a concentrare
l’attenzione dell’umanità sull’aspetto vita e non sulla forma. I nomi dei Signori del Karma significano,
in senso simbolico e nel loro significato interiore, Relazione, Illuminazione, Dolore
e Ritorno. Riflettete su ciò. Sono tutti particolarmente attivi in questo momento, e la speranza
dell’umanità è riposta nella loro attività.

Esteriorizzazione della Gerarchia, p. ingl. 113/116

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